Corrispondenza, perché ci occorre una gestione consapevole

10 marzo 2020

Soprattutto in momenti delicati rivolgersi a professionisti qualificati evita ulteriori costi.

Raccontiamo chi siamo anche dalla nostra corrispondenza. Come, in che termini, con quali tempi e persino con quali parole scegliamo di comunicare può fare la differenza e può produrre conseguenze.

La corrispondenza crea uno stile, contribuisce alla riconoscibilità e all’autorevolezza di un marchio, qualifica il professionista, se consapevole ispira affidabilità. Una corrispondenza raffazzonata, precipitosa, non curata nei suoi profili legali fa perdere opportunità di lavoro ma può generare problemi anche gravi. Per un’azienda presentarsi con una mail formale, chiara, regolare dal punto di vista della privacy ad un potenziale partner agevola la trattativa.

Il digitale ha smaterializzato la comunicazione rendendola gratuita, impercettibile, come se non avesse valore. Ci sentiamo più liberi di dire, scrivere sulla rete di quanto prima non fosse. Riprova ne sono le migliaia di insulti che leggiamo quotidianamente e che in molti scrivono con una leggerezza che ha dell’incredibile. Insultare su pubblica piazza esporrebbe a ricadute immediate ma quanto la piazza diventa virtuale e magari si usa un account falso chi può punirti?

In verità però qualsiasi mezzo si scelga di usare, sia esso una mail o un messaggio, qualunque sia il suo fine, esso è una traccia e ha un peso e una valenza, soprattutto a livello legale. Parla chiaro la L. 547/1993 che afferma: “per corrispondenza si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza”.

Per corrispondenza si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza.

La stessa Costituzione già prevedeva di estendere anche ai nuovi mezzi di comunicazione le tutele già esistenti per quella tradizionale, nel caso la posta. In un primo piano riguardo la segretezza: “La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili” recita l’art. 15. La base della corrispondenza è che il messaggio transiti in via esclusiva da un mittente ad un destinatario e non sia diffuso altrove, a differenza di una comunicazione pubblica. In tal senso, diffondere il contenuto di una corrispondenza privata, anche avvenuta su WhatsApp o su Direct, ci esporrebbe a rischi.

Nei casi peggiori, ad esempio quando si decide di interrompe un matrimonio o di risolvere un contratto, una corrispondenza gestita consapevolmente dal punto di vista della forma, dei tempi e dell’aspetto legale può facilitare il raggiungimento dell’obiettivo. Premunirsi e lasciare prove delle proprie intenzioni evita che da una rottura o degenerazione nei rapporti possa sfociare un contenzioso ben più lungo e oneroso.

Da qui discende l’opportunità di affidare la propria corrispondenza, soprattutto per gestire momenti che ci mettono alla prova sotto il piano psicologico ma anche in via preventiva, a professionisti qualificati.

Per info: elisabetta@avvocatomarinarifirenze.com

Archivio news

 

News dello studio

ago4

04/08/2020

Il nostro comune senso del pudore...alla prova costume

Il nostro comune senso del pudore...alla prova costume

Prima di partire tutti per le meritate vacanze, una riflessione a cura dello Studio Marinari sul limite che c'è tra l'atto osceno e il naturale senso del riserbo e su come questo sia cambiato

lug24

24/07/2020

La legittima difesa e il grave turbamento: che fine ha fatto l'eccesso colposo?

La legittima difesa e il grave turbamento: che fine ha fatto l'eccesso colposo?

Quali sono i limiti tra legittima difesa ed eccesso di difesa anche secondo le recenti modifiche alla legge? "Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità

lug21

21/07/2020

Abusivismo commerciale, una pratica negativa che non conosce crisi

Abusivismo commerciale, una pratica negativa che non conosce crisi

Nemmeno il Coronavirus ferma i venditori abusivi che tornano in città d'arte e spiagge. Confcommercio Grosseto lancia l'allarme: "Stiamo ricevendo continue segnalazioni della presenza di venditori